Il Portogallo non è solo l'oceano di Lisbona o le cantine di Porto. C'è un cuore antico, fatto di pietra chiara, leggende e silenzi che vibrano di storia.
Il quarto giorno del nostro viaggio di 15 giorni in Portogallo ritiriamo l’auto (una bellissima Clio nuova, per la gioia di Andrea). Consiglio tecnico: noleggiate subito il telepass che in Portogallo si chiama Via Verde, perchè le autostrade portoghesi hanno sistemi di pedaggio elettronico automatico che senza questo dispositivo rischiano di trasformarsi in multe salate e mal di testa burocratici al ritorno.
Il Monastero di Alcobaça e la tragica storia di Pedro e Inês




La nostra prima tappa ci porta davanti a una storia d'amore che supera la morte. Qui riposano Dom Pedro e Dona Inês, gli amanti sfortunati del Portogallo. Una vicenda intensa e macabra: Pedro, erede al trono, sposa segretamente Inês dopo la morte della moglie. Il Re, contrario, la fa assassinare. Quando Pedro sale al trono, accecato dal dolore, fa riesumare il corpo dell'amata, la incorona regina e costringe la corte a baciarle la mano. I due sfortunati amanti sono sepolti uno di fronte all'altro di modo che, nel giorno del giudizio, quando risorgeranno la prima persona che vedranno sarà l'amato.
Oltre al mito, il monastero stupisce per la sua immensità: nel Medioevo ospitava fino a 900 frati che cantavano messa 24 ore su 24. Ciò che ci ha lasciato a bocca aperta sono stati i locali della cucina, ben conservati, con gli enormi camini e soprattutto il fiume che sgorgava direttamente in cucina, perché i cuochi disponessero sempre di pesce fresco.
Il Monastero di Batalha e la bellezza dell'incompiuto




Poco distante si erge il Convento de Santa Maria da Vitória, meglio noto come il Monastero di Batalha. Nato per celebrare una storica vittoria militare e ringraziare la Vergine, è un cantiere durato due secoli e rimasto orfano di fondi. Ed è proprio in questa interruzione che risiede la sua magia. Le Capelas Imperfeitas (le Cappelle Incompiute), aperte verso il cielo senza un tetto che le ripari, e i chiostri decorati in stile manuelino sembrano un ricamo all'uncinetto fatto di pietra. Rimanendo con il naso all'insù, ci si chiede come sia stato possibile scolpire una tale leggerezza a colpi di scalpello.
L'anima del viaggio: Vivere la festa patronale a Batalha

Se ci chiedessero qual è il ricordo più vivido di questa giornata, non risponderemmo con un dettaglio architettonico. Siamo capitati a Batalha durante la festa patronale del paese, piatti tipici e un concerto di un gruppo locale. Cenare sulle panche di legno in mezzo alla gente del posto, osservare i volontari che si facevano in quattro per spiegarci la composizione dei piatti superando ogni barriera linguistica con un sorriso, ha ridefinito il nostro viaggio. Non servono ristoranti stellati quando vieni accolto "come un amico venuto da lontano". Questa è la magia del Portogallo autentico.
Tomar: Il fascino dei Templari



Arriviamo a Tomar sotto un sole che non perdona, ma il Convento do Cristo, antica roccaforte dei Cavalieri Templari, merita ogni goccia di sudore. È un labirinto immenso di chiostri, corridoi e scale (sì, mi sono persa più di una volta!). La celebre finestra manuelina è un enigma di simboli marittimi scolpiti nella pietra, ma è l'interno della Charola a togliere il fiato: l'oratorio ottagonale ispirato al Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove i cavalieri pare assistessero alla messa a cavallo, è un tripudio di arte sacra unico al mondo.
Scendiamo in paese per pranzare e Tomar si presenta come una piacevole cittadina medievale, con il bel centro pedonale, il parco lungo il fiume con i cigni, l’antica chiesa di Santa Maria dos Olivais, l’insolito museo che ospita la più grande collezione al mondo di scatole di fiammiferi, la sinagoga più antica del Portogallo e l’interessante acquedotto medievale appena fuori paese.
Un’alternativa interessante lungo la strada per Tomar è fermarsi a fare due passi nel piccolo paese di Ourem che conserva ancora un bel castello medievale e quindi pranzare prima di arrivare a Tomar: noi abbiamo desistito perché quel giorno faceva troppo caldo.
Dove mangiare a Batalha, Alcobaça e Tomar: Ristoranti tipici provati da noi
- A Tomar fermatevi al ristorante O Tabuleiro. È un posto sincero, frequentato dalla gente del posto, con porzioni abbondanti e prezzi onesti. Esattamente quello che serve dopo una mattinata passata a esplorare fortezze.
- A Alcobaca il Restaurante Antonio Padeiro è un ristorante tipico in una piccola via, con alcuni tavoli nel dehors e due sale interne decorate con oggetti tradizionali. Un’ottima scelta per qualità del cibo e cortesia. Dispone di una grande scelta per i dolci (qui chiamati Conventuais ovvero dolci del convento) che vengono mostrati tutti su un vassoio per agevolare la scelta, alcuni dei quali hanno ottenuto dei riconoscimenti e non li ritroverete altrove.
- A Batalha il Restaurante Burro Velho, nei pressi del Monastero, questo ristorante tipico offre una buona scelta di vini. Eccellente il servizio, ottime le materie prime soprattutto il pesce. Buono il rapporto qualità/prezzo. È molto frequentato quindi è necessaria la prenotazione per cena.
Dove dormire a Batalha: Casa do Outeiro
Per chi cerca un hotel a Batalha che unisca comfort e posizione strategica, Casa do Outeiro è l’indirizzo da segnare. È una struttura curatissima e familiare, situata a pochi passi dal Monastero.
- Perché sceglierlo: La gestione è di una gentilezza rara, l'arredamento è elegante e la piscina è un miraggio di pace dopo una giornata trascorsa a visitare monasteri e castelli.
- Il pezzo forte: La colazione è uno dei punti forti: torte fatte in casa, prodotti freschi e una vista che vi farà venir voglia di non andarvene più. È il tipo di posto che trasforma un semplice pernottamento in un ricordo del viaggio.
