Spiritualità a Mauritius: Il Mio Rito Tamil | Guida ed Esperienza

Mauritius è un esperimento riuscito di convivenza religiosa. Qui puoi incontrare una donna musulmana sposata con un cattolico cinese che sceglie di benedire la propria unione in un tempio Tamil. Sembra una favola raccontata per attirare i turisti, invece è la realtà quotidiana che si respira tra le strade dell'isola.

Gli abitanti di Mauritius hanno le origini più diverse, la maggioranza è di origine indiana, affiancata da comunità cinesi, creole e dalla minoranza di discendenti dei colonizzatori europei (prevalentemente francesi). Questa eterogeneità si riflette nella vita di tutti i giorni, trasformando l'isola in un mosaico vivente di culture e religioni.

Il mosaico delle fedi a Mauritius: Un esperimento unico al mondo

Tra tutti i luoghi di culto disseminati sull'isola, quelli che hanno catturato da subito la nostra attenzione sono stati i templi indiani. Sono numerosi, sgargianti, finemente decorati e popolati da sculture di divinità per noi spesso misteriose, edificati quasi sempre da maestranze arrivate direttamente dall’India.

Grand Bassin e i templi indù: Informazioni e avvertenze pratiche

Il cuore spirituale dell'isola è Grand Bassin (Ganga Talao), un lago di origine vulcanica che rappresenta il luogo di pellegrinaggio induista più sacro al mondo al di fuori del subcontinente indiano. Passeggiando lungo le sue sponde ci si imbatte in vari templi e nella gigantesca statua del dio Shiva, alta oltre 30 metri, spedita a pezzi dall'India e assemblata in loco. Durante il nostro ultimo viaggio abbiamo assistito al cantiere per una seconda imponente statua, dedicata alla dea Durga, destinata a dominare il paesaggio con ancora più maestosità.

Tra le divinità più venerate c'è Hanuman, il dio scimmia. È per questo che l'area di Grand Bassin è popolata da decine di macachi che girano indisturbati, sfamati dai devoti. Un consiglio spassionato da chi l'ha vissuto: non lasciatevi ingannare. Non sono gli "animaletti carini" delle foto su Instagram. Vivono in condizioni igieniche precarie, sono selvatici e sanno diventare molto aggressivi se avvertono cibo o minacce. Mantenete la distanza di sicurezza e custodite i vostri oggetti personali.

Nota di rispetto: I templi sono aperti a tutti, ma richiedono la massima sensibilità. Vestitevi in modo adeguato (spalle e gambe coperte), togliete le scarpe all'ingresso ed evitate assolutamente di fotografare i fedeli durante le preghiere o gli altari interni.

Luoghi di culto tra cattedrali, moschee e il tetto rosso di Cap Malheureux

La convivenza spirituale di Mauritius si manifesta con forza a Port Louis, dove a pochi metri di distanza convivono la Cattedrale cattolica di Saint Louis, la Moschea Jummah e una Pagoda cinese.

Avvicinatevi senza timore all'ingresso della Moschea Jummah: i non musulmani sono benaccetti nella prima sala. Se il vostro abbigliamento non è idoneo, vi forniranno una lunga veste da indossare. Chiedono solo silenzio e rispetto per chi sta pregando. Conservo il ricordo di questo luogo immerso nei toni del bianco e del verde come un'oasi di profonda ed inaspettata serenità.

Ma la chiesa cattolica che ci è rimasta nel cuore è Notre Dame Auxiliatrice, situata all'estremo nord dell'isola, a Cap Malheureux. Il suo profilo candido e il tetto rosso staccano contro l'azzurro accecante del cielo e dell'oceano, creando un contrasto fotografico perfetto (non a caso è la location più ambita dell'isola per i matrimoni).

Il nostro rito Tamil: La ricerca del sacerdote "ritrovato"

Durante il mio primo viaggio a Mauritius ero rimasta affascinata dai rituali induisti. Così, quando sono ritornata sull'isola con mio marito Andrea, ho sentito il desiderio profondo di richiedere una benedizione speciale per noi. Quello che non potevamo immaginare è che questa scelta si sarebbe trasformata in un’avventura surreale.

Siamo partiti alla ricerca del giovane sacerdote che avevo conosciuto anni prima. Dopo aver chiesto in giro, lo abbiamo rintracciato in un nuovo tempio: scoprendo con sorpresa che anche lui, nel frattempo, si era sposato.

Dopo i calorosi saluti di rito, il sacerdote ci ha consegnato la sua personalissima "lista della spesa" sacra per poter celebrare il rito:

  • Ciotoline di terracotta e cera
  • Olio e stoppini per le candele
  • Tagli di stoffa colorata per vestire le statue delle divinità
  • E soprattutto... fiori gialli. Tantissimi fiori gialli.

Missione Fiori Gialli: Caccia alle offerte per le divinità

Trovare il materiale al mercato centrale di Port Louis è stato un gioco da ragazzi, tranne che per un "piccolo" dettaglio: i fiori sciolti. A Mauritius i fiorai per come li conosciamo noi non esistono. Nei mercati trovi ghirlande e coroncine già pronte, ma non i singoli boccioli necessari per le invocazioni. Presentarsi al tempio con pochi fiori è considerato un grave segno non rispetto verso le divinità.

Le alternative erano due: trovare un locale disposto a regalarti i fiori del proprio giardino, oppure... rubarli.

Abbiamo dovuto optatare per la seconda opzione. I viali principali dell'isola sono spesso decorati con siepi cariche di boccioli gialli. Lì è scattata la nostra missione clandestina: Andrea, con il suo metro e novanta di altezza, si lanciava verso i cespugli, strappava i fiori e correva a nascondersi dietro le siepi ogni volta che avvistava un'auto di passaggio. Ci chiediamo ancora come facciano i locali, ma in quel momento la trovata di Andrea si è rivelata l'unica soluzione efficace. Anche questa un’esperienza!

Due ore in ginocchio e un errore (quasi) imperdonabile

Il rito è durato quasi due ore. Immaginate la scena: Andrea, con le sue gambe lunghissime, rimasto incastrato in ginocchio sotto lo stipite di una porta in legno; io, decisamente più fortunata, accomodata su un piccolo sgabello di legno.

Tra il profumo avvolgente dell'incenso e i mantra cantati in lingua Tamil, il sacerdote ci ha legato al polso un braccialetto di stoffa rosso intenso. "Non toglietelo finché non si consuma e cade da solo", ci ha raccomandato. Nei giorni seguenti, i locali notavano i bracciali e ci sorridevano: sapevano che eravamo stati a pregare al tempio.

Alla fine ci è andata bene. Alcuni riti Tamil prevedono secchi d'acqua gelida rovesciati sui fedeli all'alba o l'applicazione di una miscela giallastra a base di fiori pestati e acqua, con cui bisogna rimanere cosparsi fino a casa senza lavarsi.

Questo l’ho provato e per sbaglio io mi sono rovesciata il liquido sulla testa, ma poi mi sono anche lavata subito e ho scatenato il terrore di aver vanificato la preghiera. Una telefonata al sacerdote ed è tornata la quiete, tutto a posto, essendo straniera e non credente mi veniva abbuonato l’errore.

Come vivere un'esperienza spirituale a Mauritius: Guida e consigli pratici

Se desiderate accostarvi alla spiritualità mauriziana e vivere un'esperienza simile nei templi Tamil, ecco i miei consigli testati sul campo:

  • Abbigliamento consono: Coprite sempre spalle e gambe prima di varcare la soglia di un tempio indù o di una moschea.
  • Tradizioni e tabù (Ciclo mestruale): Nella cultura Tamil, le donne durante il ciclo mestruale sono considerate in una fase di transizione e purificazione e non possono accedere all'area più sacra del tempio (il sancta sanctorum). È una regola religiosa antica che va rispettata senza giudizi etnocentrici.
  • Fiori e offerte: Se vi servono fiori sciolti, evitate di fare i "ladri di siepi" come noi! Chiedete con garbo ai residenti che hanno un giardino fiorito: la generosità dei mauriziani vi sorprenderà.
  • Presentazioni e Barriere Linguistiche: È preferibile farsi presentare al sacerdote da un residente o da una guida locale per spiegare le proprie intenzioni. Mettete in conto che i riti sono lunghi (mai meno di un'ora), spesso divisi in più giornate, e la comunicazione in creolo o tamil richiede pazienza ed empatia.
Due in Viaggio
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