Fiera di Sant’Orso di Donnas: Programma, Storia e Segreti

La storia racconta che la Fiera di Sant’Orso di Donnas sia nata insieme a quella di Aosta oltre mille anni fa, due facce di una stessa medaglia: la fiera di Aosta per gli artigiani della città e dell’Alta Valle e quella di Donnas per la Media e Bassa Valle.

Le fiere sono nate nel Medioevo per favorire l'economia dei paesi e le entrate dei signori, che percepivano una percentuale sulle vendite: nulla di diverso da noi che paghiamo l'IVA allo Stato.

Consentivano il commercio delle eccedenze di quanto prodotto nel corso dei mesi precedenti: formaggi e attrezzi agricoli ma immagino anche, per esempio, stoffe tessute in casa, lame di falci, teli per la raccolta del fieno e calzature tipo i sabot.

Le fiere di Sant’Orso come le intendiamo noi (artigianato artistico) sono molto recenti e sono legate a corsi promossi nella seconda metà dell'ottocento dal Comice agricole (comizio agricolo), nato nel 1867 per la promozione di un miglioramento nell’agricoltura che era ancora di semplice sussistenza e legata a metodi di coltivazione tradizionale.

Sostanzialmente, nella forma attuale (solo oggetti artistici e tanta folla), non dovrebbero essere precedenti al XX secolo, un amico mi ha raccontato che sua mamma, che era del 1936, gli raccontava che da bambina accompagnava la sua a Donnas a comprare rastrelli e si fermavano da una parente la notte precedente per arrivare prima al mattino alla fiera e prendersi i rastrelli più belli!

Le origini della "Petite Foire" e la leggenda del Santo

Poco o nulla si sa delle origini di Sant’Orso, il santo più venerato della Valle d’Aosta, che l’iconografia ritrae con un uccellino sulla spalla - per l’amore verso gli animali - nella mano destra il pastorale e nella sinistra un libro. Era un uomo semplice che trascorreva le sue giornate in preghiera e che lavorava il legno, realizzando i tipici sabot valdostani (calzari in legno).

La leggenda vuole che proprio dalla sua abitudine di donare ai poveri i tipici calzari in legno per proteggerli dal freddo sia nata la Fiera di Sant’Orso.

Secondo tradizione la fiera iniziava all’alba del 31 gennaio, all’uscita dalla prima messa, e terminava nel primo pomeriggio per dare la possibilità a tutti gli artigiani di rientrare a casa in tempo per la sera e per poter celebrare il Santo il 1 febbraio.

Ai giorni nostri la Fiera di Sant’Orso di Donnas, detta la petite foire (la piccola fiera), anticipa di circa 2 settimane quella di Aosta svolgendosi intorno a metà gennaio nell’antico borgo medievale, location ricca d’atmosfera.

Non dimenticate di osservare il cielo il 1 febbraio. Un antico proverbio valdostano recita:

Se feit cllier lo dzor de sèn-t-Or, l'or baille lo tor et dor euncò pe quarenta dzor”

Ovvero che se il giorno di Sant’Orso (1 febbraio) c’è il sole, l’orso si gira nel pagliericcio e dorme per altri 40 giorni e cioè farà brutto tempo per 40 giorni.

Artigianato valdostano tra utilità e arte

Tradizionalmente è una fiera di utensili in legno di uso agricolo o quotidiano come rastrelli, ceste, mestoli, cucchiai, ma nel tempo si è arricchita sempre più di oggetti di pregiata manifattura e valore artistico come statue e bassorilievi che ricreano momenti della vita in montagna.

Oggi, accanto alle opere in legno, si trovano creazioni artigianali in ceramica, lana, merletto, rame e tessuti.

Comprare un oggetto, anche un piccolo galletto tradizionale, non importa il valore dell’oggetto, è un rito propiziatorio: la tradizione vuole che porti fortuna per tutto l’anno.

Ricordi di famiglia: il cuore della Fiera

Per me (Sandra) la Fiera è soprattutto ricordi. Ogni anno si scendeva a piedi in paese per andare alla fiera, prima di partire da casa si infornava la zuppa di cavoli che si sarebbe poi mangiata tutti insieme, rivedo mia mamma regolare la temperatura per essere sicura che non si bruciasse. Arrivati davanti all’arco d’ingresso del borgo c’era un momento di panico nel vedere quanto fosse gremito, ma poi piano, piano e stretti come sardine si iniziava la discesa guardando i banchetti di destra scendendo e quelli di sinistra salendo.

Programma Fiera di Sant'Orso di Donnas 2027

Abitualmente l'evento ospita oltre 400 espositori e oltre 10 scuole di scultura. Ecco gli appuntamenti principali:

  • Venerdì: La celebre Veillà. Dalle ore 20:00, oltre venti cantine del borgo aprono le porte per degustazioni di piatti tipici: formaggi, affettati, zuppe, vini, liquori, dolci, musiche e canti tutto quello che serve per passare una bella serata insieme agli amici.
  • Sabato: alle 19:30 la tradizionale Fiaccolata lungo le vie del borgo medievale e alle 20:00 la Santa Messa nell'antica cappella di Sant'Orso.
  • Domenica: alle ore 08:30 apertura ufficiale della Fiera che si conclude alle 17:00 con la premiazione degli espositori artigiani.

Guida pratica alla Fiera di Sant'Orso di Donnas: info utili, parcheggi e consigli

Visitare la Petite Foire nel cuore dell'inverno è un'esperienza magica, ma per godersela al meglio (soprattutto durante la movimentata serata della Veillà) è fondamentale pianificare i dettagli logistici. Il borgo medievale di Donnas è suggestivo quanto stretto, ecco quindi tutto quello che c'è da sapere per organizzare la visita senza stress.

Come arrivare e dove parcheggiare alla Fiera di Donnas

Durante i giorni della manifestazione, la viabilità nel borgo subisce modifiche e i posti auto all'interno del paese si esauriscono rapidamente.

  • In Auto: Per chi arriva dall'autostrada A5 (Torino-Aosta), l'uscita consigliata è quella di Pont-Saint-Martin (se si proviene da sud) o di Verrès (se si proviene da nord). Da lì si prosegue sulla Strada Statale 26 della Valle d'Aosta fino alle varie aree di sosta segnalate.
  • I Parcheggi e le Navette: Vengono solitamente allestiti parcheggi periferici gratuiti (nelle zone limitrofe e nei comuni vicini come Pont-Saint-Martin o Hône). Il comune e l'organizzazione mettono a disposizione un servizio di navetta gratuito continuo che fa la spola tra i principali parcheggi e l'ingresso del borgo medievale, attivo sia per la Veillà del venerdì sera che per tutta la giornata di domenica.
  • In Treno: La stazione ferroviaria di Donnas si trova a pochi passi dal borgo medievale, rendendo il treno (linea Chivasso-Aosta) una scelta ecologica e incredibilmente comoda per evitare il traffico.

Come sopravvivere al freddo di gennaio nel borgo

Donnas si trova in fondo alla valle, incastonata tra le montagne, e a metà gennaio le temperature possono essere rigide, specialmente all'ombra del borgo o dopo il tramonto.

  • Abbigliamento "a cipolla": È la regola d'oro valdostana. Indossate un primo strato termico (maglia e calzamaglia), seguito da un maglione pesante e una giacca antivento e impermeabile.
  • Scarpe comode e calde: Il fondo stradale del borgo è in pietra ed è parzialmente in pendenza. Scegliete scarpe con una buona suola isolante e antiscivolo (ottimi gli scarponcini da trekking invernali) per evitare che il freddo risalga dai piedi durante le lunghe ore passate a guardare i banchetti.
  • Accessori indispensabili: Berretto di lana, sciarpa pesante e guanti. Un piccolo segreto da local? Tenete in tasca gli scaldini chimici per le mani: durante la Veillà vi salveranno la vita mentre stringete il vostro bicchiere di vin brulé!

Mangiare alla Fiera: i piatti tipici da non perdere

Se nei miei ricordi d'infanzia la fiera profuma di zuppa di cavoli fatta in casa, per i visitatori l'evento è un vero e proprio viaggio gastronomico.
Durante la Veillà del venerdì, l'accesso alle storiche cantine private del borgo permette di degustare i sapori più autentici del territorio: dai taglieri di Fontina DOP e Lardo d'Arnad, fino alle calde zuppe alpine e alle tradizionali miasse (sottili e croccanti cialde di farina di mais farcite con salumi o formaggi). Il tutto accompagnato dai grandi vini eroici della Bassa Valle, come il celebre Donnas DOC.

Consiglio per la Veillà: Per partecipare alle degustazioni del venerdì sera nelle cantine, è necessario acquistare all'ingresso del borgo il tradizionale bicchiere della fiera con la sua sacca da appendere al collo. Arrivate presto (verso le 19:30) per evitare le code più lunghe all'ingresso!

Due in Viaggio
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