Cosa vedere in Canavese: itinerario tra 3 dimore storiche private vicino Torino

Visitare il Piemonte significa spesso imbattersi in cancelli chiusi che nascondono meraviglie. Grazie alla Giornata Nazionale delle Dimore Storiche organizzata dall’ADSI, abbiamo avuto il privilegio di varcare quelle soglie, scoprendo un territorio — il Canavese e i dintorni di Torino — che non smette mai di stupire per autenticità e bellezza.

In questo itinerario di un giorno vi portiamo alla scoperta di tre residenze straordinarie, raccontate non da guide turistiche, ma dai proprietari stessi che le abitano e le curano quotidianamente.

Villa Malfatti (San Giorgio Canavese)

Situata a metà strada tra Ivrea e Torino, Villa Malfatti è una perla del XIX secolo, circondata da un ampio parco. Costruita originariamente per la cantante lirica Teresa Belloc, fu poi acquistata nel 1888 dal barone Stefano Malfatti.

L’accoglienza di una casa di famiglia

Varcato il cancello, non ci si sente visitatori, ma ospiti. La signora Stefania, discendente del Barone, ci ha accompagnati tra i roseti del giardino all’italiana e i saloni del piano terra, dove la luce filtra morbida dalle grandi finestre.

Al secondo piano si trovano le camere da letto e traspare maggiormente l’aspetto principale della dimora: essere una casa di famiglia.

L'amore per questa residenza da parte dei proprietari si vede in ogni dettaglio: dalle foto di famiglia disseminate ovunque, dalla cura del giardino e dai ricordi d’infanzia che la signora Stefania condivide con noi.

È proprio questo il valore aggiunto delle giornate ADSI: l’emozione di un racconto vissuto che nessuna guida potrebbe replicare.

Tra Cinema e Serie TV: da Lidia Poët ad "Aspirante Vedovo"

Usciamo sul retro nel giardino all’inglese, delimitato da un portale barocco. Gli ampi spazi inducono naturalmente alla meditazione e trasmettono una grande serenità.

La villa è un set cinematografico naturale perfetto. Se l'atmosfera vi sembra familiare, è perché ha ospitato le riprese della celebre serie Netflix “La legge di Lidia Poët” e della commedia con Luciana Littizzetto e Fabio De Luigi.

Curiosità golosa: i Biscotti della Duchessa

Non si può lasciare San Giorgio senza aver provato i Biscotti della Duchessa della storica pasticceria Roletti. Si tratta di un biscotto friabile al cacao dalla forma allungata, che si accompagna bene al caffè o a una golosa tazza di cioccolata calda. Viene tuttora prodotto secondo la ricetta originale gelosamente custodita dalla famiglia Roletti.

La leggenda: Si dice che Lidia d’Arenberg, duchessa di Pistoia, fosse ghiotta di questa particolare specialità della pasticceria tanto da non poterne restare senza, legando così per sempre il suo nome a questi biscottini. Le malelingue riportano che la Duchessa usasse come pretesto per le sue fughe amorose quello di dover andare a San Giorgio Canavese per poterli acquistare da Roletti.

Lasciamo Villa Malfatti con il desiderio di tornare, perché è un luogo delizioso dove si respira una bella atmosfera e dove siamo stati accolti come amici in visita.

Castello di Barone Canavese

A soli dieci minuti di auto da Villa Malfatti sorge il piccolo borgo di Barone Canavese, dominato dal suo castello. Si tratta di un'opera architettonica singolare: un edificio incompiuto che affascina proprio per la sua asimmetria.

Il capolavoro (incompiuto) di Costanzo Michela

Nel 1772, i conti Valperga affidarono il restauro all’architetto Costanzo Michela. Il progetto originale prevedeva un maestoso corpo centrale con due ali laterali, ma i fondi finirono e oggi possiamo ammirare solo uno dei due lobi. Vedere la tavola autografa del progetto originale all'interno del castello permette di immaginare la grandiosità che l'opera avrebbe dovuto raggiungere.

Il castello di Barone Canavese risale al medioevo, ma nel 1772 secolo, i conti Valperga di Caluso affidarono il restauro all’architetto Costanzo Michela. il compito di rinnovare la struttura all’architetto Costanzo Michela di Agliè.

Il progetto originale prevedeva un maestoso corpo centrale con due ali laterali, ma i fondi finirono e oggi possiamo ammirare solo uno dei due lobi, mentre mancano il maestoso padiglione centrale e la seconda ala. Vedere la tavola autografa del progetto originale all'interno del castello permette di immaginare la grandiosità che l'opera avrebbe dovuto raggiungere.

Nel 1954 venne restaurato dall’ingegnere Paolo Derossi ed è tuttora proprietà della famiglia.

Cosa vedere nel castello:

  • La scala elicoidale: Un gioiello architettonico che collega tra loro due dei tre piani che compongono l’edificio.
  • Il Salone Circolare: Situato al piano nobile, cuore pulsante della dimora, da cui si accede a una sala quadrata che conserva un affresco settecentesco con originali decorazioni in cera. Al piano superiore si trovano otto grandi camere con una splendida vista sulle colline canavesane.
  • Il Parco: Un viale di tigli secolari e una fontana centrale con una vista mozzafiato sulle colline circostanti.

Castello di Pavarolo e il Pozzo più profondo del Piemonte

Proseguendo verso Torino (circa 45 minuti), si raggiunge il borgo di Pavarolo. Il suo castello , citato già nel 1047, dominava un tempo la strategica Via del Sale che collegava la Liguria al Piemonte e alla Francia.

Nei secoli la dimora passa di proprietà tra una famiglia nobile piemontese e l’altra fino al 1920, quando diventa proprietà della famiglia Zavattaro Ardizzi che lo ha restaurato, conservato e aperto al pubblico.

I soffitti lignei del '300 e il primato regionale

Durante i restauri curati dalla famiglia Zavattaro Ardizzi, sono emersi tesori inaspettati:

  • Affreschi Araldici: Soffitti a cassettoni dipinti (1350-1360) con raffigurazioni di figure antropomorfe, uno stemmario, animali e immagini cortesi come scene di brindisi e innamorati, e sono considerati tra i meglio conservati di tutto il Piemonte.
  • Il Record: All'interno si trova la "Sala del Pozzo", che ospita un pozzo profondo quasi 90 metri, il più profondo di tutta la regione.

Al primo piano si trova un sala con biliardo, soffitto a travi e pavimento in cotto rosso del 1600, e vari salottini con foto e cimeli di famiglia. Mentre al secondo piano si trovano la biblioteca, le camere da letto e una piccola cappella.

Il generale Guglielmo Zavattaro Ardizzi ci ha guidati con dedizione tra scuderie antiche e biblioteche, trasmettendoci l'amore immenso necessario per mantenere in vita un simile colosso di pietra.

Dove mangiare: Sapori della Tradizione

Per un itinerario piemontese che si rispetti, la sosta ristoratrice è d’obbligo.

Ristorante del Castello (Pavarolo)

Un locale storico del 1882 che unisce eleganza e cucina di sostanza.

  • Il piatto imperdibile: Il Fritto Misto alla Piemontese, servito in tre varianti, ricco e fedele alla tradizione.
  • Consigli Pro: La guancia di vitello è talmente morbida da sciogliersi in bocca e un assortimento di dessert da lasciare senza fiato. Essendo molto frequentato, la prenotazione è fondamentale.
  • Sito Web: ristorantedelcastellodipavarolo.it

Info Pratiche per il tuo tour in Canavese

  • Periodo migliore: Maggio (in occasione della giornata ADSI) o l'autunno per i colori delle vigne.
  • Prenotazioni: Molte di queste dimore sono private e visitabili solo su appuntamento o durante eventi speciali. Consultate sempre i siti ufficiali citati.
  • Cosa portare: Scarpe comode per i parchi e... molta curiosità!

Questo viaggio tra le dimore storiche del Piemonte ci ha ricordato quanto sia preziosa l'accoglienza autentica e ci ha fatto venire voglia di conoscere meglio questo territorio!